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REQUISITI DEL SOCIO DI SOCIETA’ FARMACIA

  • Studio Notarile - Francesco De Stefano
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REQUISITI DEL SOCIO DI SOCIETA’ FARMACIA

Quesito di Impresa n. 119-2015/I

REQUISITI DEI SOCI DI SOCIETÀ DI FARMACIA ALLA LUCE DELL’ART. 7, COMMA 4-QUATER, LEGGE 11/2015

Si chiede di conoscere se il disposto del comma 4-quater dell’articolo 7 del d.l. 31 dicembre 2014, n. 192 (c.d. Milleproroghe), convertito con legge 27 febbraio 2015, n. 11, possa essere applicato anche alle società di persone che siano titolari di farmacia e se, quindi, possa divenire socio di tale tipo di società (avente ad oggetto esclusivo la titolarità di farmacie) anche il laureato che abbia ottenuto l’iscrizione all’albo dei farmacisti ma non abbia ancora conseguito l’idoneità prevista dalla normativa in materia.

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La questione è già stata affrontata e risolta, in senso affermativo, in una recente Segnalazione novità normativa (Ruotolo, Per esser titolari di farmacie private sino al 31 dicembre 2016 è sufficiente l’iscrizione All’albo (art. 7, comma 4-quater decreto milleproroghe), in CNN Notizie del 3 marzo 2015), della quale si riproduce il contenuto:

L’art. 7, comma 4- quater del d.l. 31 dicembre 2014, n. 192 (c.d. Milleproroghe), convertito con legge 27 febbraio 2015, n. 11, inserito in sede di conversione, prevede che « A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ad esclusione delle sedi oggetto del concorso straordinario di cui all’articolo 11 del decreto-legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni, l’efficacia delle disposizioni in materia di requisiti per il trasferimento della titolarità della farmacia, di cui all’articolo 12 della legge 2 aprile 1968 n. 475, e successive modificazioni, è differita fino al 31 dicembre 2016. Fino a tale data, ai fini dell’acquisizione della titolarità di una farmacia, è richiesta esclusivamente l’iscrizione all’albo dei farmacisti».

Ricordiamo che l’art. 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475 (Norme concernenti il servizio farmaceutico) dispone che «E’ consentito il trasferimento della titolarità della farmacia decorsi 3 anni dalla conseguita titolarità.

Il trasferimento può aver luogo solo a favore di farmacista che abbia conseguito la titolarità o che sia risultato idoneo in un precedente concorso.

Il trasferimento del diritto di esercizio della farmacia deve essere riconosciuto con decreto del medico provinciale.

Il farmacista che abbia ceduto la propria farmacia ai sensi del presente articolo o del successivo art. 18 non può concorrere all’assegnazione di un’altra farmacia se non sono trascorsi almeno dieci anni dall’atto del trasferimento.

A tal fine, il medico provinciale della provincia in cui ha sede l’esercizio ceduto è tenuto a segnalare l’avvenuto trasferimento al Ministero della sanità.

Il farmacista titolare al momento del trasferimento decade dalla precedente titolarità.

Al farmacista che abbia trasferito la propria farmacia è consentito, per una volta soltanto nella vita, ed entro due anni dal trasferimento, di acquistare un’altra farmacia senza dovere superare il concorso per l’assegnazione di cui al quarto comma.

Al farmacista che abbia trasferito la titolarità della propria farmacia senza acquistarne un’altra entro due anni dal trasferimento, è consentito, per una sola volta nella vita, l’acquisto di una farmacia qualora abbia svolto attività professionale certificata dall’autorità sanitaria competente per territorio, per almeno 6 mesi durante l’anno precedente l’acquisto, ovvero abbia conseguito l’idoneità in un concorso a sedi farmaceutiche effettuato nei due anni anteriori.

Il trasferimento di farmacia può aver luogo a favore di farmacista, iscritto all’albo professionale, che abbia conseguito l’idoneità o che abbia almeno due anni di pratica professionale, certificata dall’autorità sanitaria competente.

Ai fini della pratica professionale il titolare di farmacia deve comunicare all’autorità sanitaria competente le generalità del farmacista praticante, la data di effettivo inizio nonché di effettiva cessazione della stessa.

Le suddette comunicazioni devono essere trascritte in apposito registro tenuto dall’autorità sanitaria competente che è tenuta ad effettuare periodiche verifiche sull’effettivo svolgimento della pratica professionale.

Il trasferimento della titolarità delle farmacie, a tutti gli effetti di legge, non è ritenuto valido se insieme col diritto di esercizio della farmacia non venga trasferita anche l’azienda commerciale che vi è connessa, pena la decadenza.

Nel caso di morte del titolare gli eredi possono entro un anno effettuare il trapasso della titolarità della farmacia a norma dei commi precedenti a favore di farmacista iscritto nell’albo professionale, che abbia conseguito la titolarità o che sia risultato idoneo in un precedente concorso. Durante tale periodo gli eredi hanno diritto di continuare l’esercizio in via provvisoria sotto la responsabilità di un direttore».

Dunque, dall’entrata in vigore della legge di conversione, e fino al 31 dicembre 2016 si potrà trasferire per compravendita, donazione o successione mortis causa la titolarità della farmacia senza che sia necessario che l’acquirente sia in possesso del requisito dell’idoneità conseguita con la partecipazione ad un concorso ordinario (per titoli e prova attitudinale) ovvero dopo due anni di pratica professionale cui si aggiunge la precedente titolarità di farmacia.

Fino alla fine del 2016 il farmacista che in un trasferimento di farmacia, subentra ai precedenti proprietari non è più obbligato a possedere il requisito dell’idoneità alla titolarità.

Il tenore della norma attuale, dunque, fa sì che l’unico requisito richiesto per l’acquisto sia l’iscrizione all’albo dei farmacisti: nessun elemento autorizza a ritenere che chi abbia acquistato la titolarità della farmacia nel possesso del predetto unico requisito oggi richiesto (iscrizione all’albo) debba, entro il 31 dicembre 2016, acquisire l’idoneità in un concorso per non decadere dalla titolarità stessa o che l’acquisto sia sottoposto ad una condizione sospensiva o risolutiva ex lege.

Quanto alla possibile incidenza della nuova normativa sull’art. 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, che prevede la possibilità che la titolarità della farmacia spetti – oltre che a persone fisiche – anche a «società di persone ed a società cooperative a responsabilità limitata», sebbene la disposizione non sia espressamente richiamata, sembrerebbe difficile affermare che il requisito dell’idoneità al concorso sia ancora richiesto (o, meglio, sia richiesto per il periodo che va dall’entrata in vigore della legge 27 febbraio 2015, n. 11 al 31 dicembre 2016).

Il comma 2 dell’art. 7 della legge 392, infatti, prevede che «Le società di cui al comma 1 hanno come oggetto esclusivo la gestione di una farmacia. Sono soci della società farmacisti iscritti all’albo in possesso del requisito dell’idoneità previsto dall’ articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475 e successive modificazioni», norma evidentemente speculare all’art. 12 richiamato del quale condivide la ratio.

Per cui pare potersi concludere che, così come per l’acquisto della titolarità individuale della farmacia non sia più (momentaneamente) richiesto il requisito di idoneità al concorso, anche per l’acquisto di partecipazioni di società di persone titolari di una farmacia non richieda (momentaneamente, cioè sino al 31 dicembre 2016) altro requisito al di fuori dell’iscrizione all’albo.

 

Antonio Ruotolo