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Finanziamenti

  • Studio Notarile - Francesco De Stefano
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Una delle principali funzioni delle banche è quella di finanziare le iniziative imprenditoriali e gli acquisti privati.

Capita spesso che gli imprenditori e le famiglie si rivolgano agli istituti di credito chiedendogli il denaro necessario a  realizzare le loro idee e rendere, così, concrete le imprese economiche e gli acquisti immobiliari che hanno immaginato: in questi casi si ricorre alla stipula  un contratto di mutuo o di finanziamento.

Le banche,  prestando denaro, svolgono la loro attività di impresa e guadagnano; infatti, il prestito è naturalmente fruttifero di interessi, la cui entità massima è disciplinata con attenzione da leggi dello Stato per evitare che sconfini in attività illecite.

L’intera materia è regolata dalle leggi sul credito fondiario ed in particolare dal Testo Unico Bancario – Decreto Legislativo 1 settembre 1993 n. 385 che trovate spesso abbreviato nei testi contrattuali con le sigle T.U., T.U.B. o  T.U.L.B.

Quando la banca eroga un finanziamento deve, poi, in qualche modo garantire il suo investimento; deve assicurarsi, cioè, che il denaro prestato rientri nelle sue casse, nei termini e con le modalità concordate; per questa ragione gli istituti di credito chiedono al “mutuatario” – colui che prende il prestito – una garanzia reale: l’iscrizione di una IPOTECA.

Questo diritto reale di garanzia seguirà l’immobile offerto in garanzia dal mutuatario o anche da altre persone – i terzi datori d’ipoteca – e consentirà alla banca, nel caso di mancato rimborso del mutuo, di attivare una procedura giudiziale – la procedura esecutivadestinata a concludersi con la vendita all’asta dell’immobile sul quale è stata “iscritta” e quindi ed infine,  il recupero della somma di cui è creditrice. La somma sarà maggiorata, ovviamente, di tutti gli interessi dovuti, ordinari e di mora, oltrechè di tutte le spese sostenute dalla banca stessa per il recupero del proprio credito.

Ma l’interesse primario della banca non è quello di recuperare denaro vendendo l’immobile all’asta, bensì quello di guadagnare gli interessi sul prestito concesso nel tempo concordato.

Per questa ragione gli istituti valutano anche la “capacità di rimborso” del mutuatario, cioè la facilità di pagare le rate esaminando il rapporto tra l’ammontare della rata ed il reddito individuale; per questa stessa ragione è, quindi, possibile che l’istituto affinchè il mutuo possa essere concesso richieda anche l’intervento di un fideiussore: un familiare, solitamente, che assicura anch’esso alla banca il rimborso del finanziamento nell’ipotesi in cui il primo obbligato non fosse in grado di adempiere ai suoi impegni.